di Filippo Gherardi
L’ultimo week end in ordine di tempo è stato, soprattutto, all’insegna del Motorsport. È tornata in pista la Formula 1 nella consueta prima cornice stagionale in Australia, e sono tornati a darsi battaglia i centauri della Moto Gp nell’altrettanto, ormai, abituale prima gara in notturna di Losail. A correre però, e a sfidare il cronometro ancor prima che gli avversari, sono ritornati anche i protagonisti del Campionato Italiano Rally, pane quotidiano in queste ultime settimane del nostro apputamento televisivo del giovedì sera con “Professione Motori – Motorsport”, a partire dal 30 marzo e così come per il resto della programmazione di Professione Motori in onda su Sport 1 (ch 61 DTT). La prima delle otto tappe di questo campionato 2016, ricco di novità, polemiche ed equilibrio, è stata tra le curve e le ascese del Rally de Il Ciocco, il rally di casa per chi come Paolo Andreucci il tricolore se l’è cucito sul petto ben nove volte in carriera ed in sei occasioni soltanto negli ultimi sette anni. Il pilota garfagnino, in coppia con Anna Andreussi e al volante della sua Peugeot 208 T16, non ha disatteso le aspettative, trionfando davanti al proprio pubblico e mettendo un primo tassello verso la conquista del decimo titolo nazionale. Non è stato facile, chiaro, ma questo era tutto sommato prevedibile, perché il nuovo regolamento (Gara 1 e Gara 2) costringeva ad un approccio diverso con l’intero fine settimana e perché gli avversari, mai come quest’anno, sembrano tutto tranne che spettatori non paganti dello show a quattro ruote intavolato dal binomio Andreucci-Peugeot. Non lo è stato innanzitutto Giandomenico Basso, che in coppia con Lorenzo Granai ha portato a casa 3 delle 17 prove totali e che in entrambe le giornate si è piazzato subito alle spalle di Andreucci, chiudendo il week end al secondo posto con la sua Ford Fiesta BRC distante, sommando le due gare, 25 secondi. Terzo posto generale per Alessandro Perico, sempre al volante della 208 T16, che si concede il lusso di lasciarsi alle spalle, per una manciata di decimi, Umberto Scandola e la sua Skoda Fabia. Partito tra i favoriti, Scandola ha iniziato a perdere secondi e posizioni già dalla sesta speciale di Gara 1, chiudendo a giochi fatti al quarto posto e con un ritardo complessivo superiore ad 1minuto e 37 secondi. Quindici punti in classifica campionato quindi per Andreucci, dodici per Basso, nove ciascuno per Perico e Scandola. Dietro a loro, nell’ordine, quinto posto per un battagliero Tempestini con la Ford Fiesta, sesto per Baccega (anche lui su Ford Fiesta) e settimo finale per Tassone, costretto al ritiro in Gara 1 per un problema elettrico alla sua 208 T16 e quinto al termine di Gara 2. Tra i Junior bottino pieno per la coppia Bernardi-Ghietti che vince entrambe le gare e torna dal Ciocco con 15 punti in classifica. Sfortunati Giuseppe Testa e Daniele Mangiarotti, out in Gara 1 e secondi in Gara 2, dove la loro 208 R2 è stata costretta ad abbonadare velleità di vittoria per un problema nel finale dell’ultima prova speciale.