Rosse di sera

 

di Filippo Gherardi

 

Rosso di sera, bel tempo si spera. È uno degli adagi più famosi, è quello che inevitabilmente viene in mente ripensando a quanto successo nell’ultimo week end di Formula 1. Vettel e la Ferrari vincono, anzi, scusate, Vettel e la Ferrari dominano come non succedeva da tempo l’intero week end di Singapore, lì dove si vive e si corre la notte, lì dove la Rossa di Maranello è tornata ad essere cannibale. Il tedesco stampa la prima pole da quando è a Maranello, la prima di questo mondiale, in dodici gare, non a firma Mercedes. Alle sue spalle l’ex compagno alla Red Bull Daniel Ricciaro, davanti all’attuale compagno in Ferrari Kimi Raikkonen e all’altra Red Bull di Daniil Kvjat. Solo terza fila per le Mercedes, con Hamilton quinto e Rosberg sesto. La gara è un assolo di Vettel, che parte dalla pole e mantiene la testa della corsa costantemente, respingendo i (timidi) assalti degli avversari e senza farsi troppo condizionare nemmeno dalla doppia safety car chiamata in causa prima, al giro 13, dall’incidente tra Massa e Hulkenberg e poi, al giro 37, dall’invasione di pista di uno spettatore a dir poco avventuroso. Per il resto è cavalcata trionfale per la Ferrari numero 5 verso il suo terzo successo stagionale e il quarto acuto in carriera, per Vettel, sotto le bandiere a scacchi di Marina Bay. Alle sue spalle Ricciardo e Raikkonen mantengono le posizioni, Rosberg deve accontentarsi del quarto posto ed Hamilton, al contrario, è costretto al ritiro per un problema di depotenziamento della propria Mercedes occorso al giro numero ventisei. Per la seconda volta in stagione, dopo il Gp di Ungheria, nessuna Mercedes sale sul podio, per la prima volta lo fanno entrambe le Ferrari. Rosberg sale in classifica mondiale a meno 41 punti da Hamilton, Vettel si avvicina ad entrambi portandosi a quota 203 punti a 49 lunghezze di distanza dal campione del mondo in carica. Da qui alla definitiva bandiera a scacchi della stagione mancano ancora sei gare, l’Europa, Gran Premio di Russia a parte, rimarrà un lontano ricordo e la corsa al Mondiale si può considerare, per forza di cose, ancora un discorso monocromatico tra le due Mercedes, con Hamilton, chiaramente, grande favorito per il bis. Ma la distanza ridotta in classifica, una Ferrari che sotto le luci artificiali della notte di Singapore è tornata a risplendere ed un Vettel che sembra Schumacher fanno sognare qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava, necessariamente, un miracolo irrealizzabile.

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